Bernard Guetta: fermiamo l'incendio, può distruggere l'Europa

Il giornalista e sociologo francese in un pamphlet: con piccoli gesti si può salvare l'umanità, il sovranismo prende il sopravvento ma si può bloccare

Ue sotto attacco

Ue sotto attacco

redazione 24 novembre 2018

L'Europa unita ha garantito tanti decenni di pace, di benessere economico diffuso, per tante popolazioni europee che rischiano di venir dimenticati e cancellati dagli attacchi sovranisti, dalla mai sopita minaccia di uscire dall'euro con conseguenze devastanti. Certo, senza dimenticare errori e cecità burocratica spesso dimostrata talvolta da Bruxelles. Add Editore, casa editrice nata a Torino nel 2010, ha pubblicato in primavera mesi un saggio-pamphlet che non guasta riprendere e anzi divulgare adesso, in questi tempi nell'Italia governata da un esecutivo giallo-verde dalle intenzioni allarmanti: si intitola "Intima convinzione" e lo ha scritto Bernard Guetta (Add Editore, traduzione di Anna Bissanti, pp. 224, 16 €).


"L'incendio all'orizzonte, la rinascita dei nazionalismi"


Il giornalista e sociologo francese, esperto di geopolitica, ristoratore, nato nel 1951, spiega così nel sito dell'editore italiano: «Ho scritto queste pagine in modo quasi febbrile, come chi grida “al fuoco” vedendo l’incendio all’orizzonte: la rinascita dei nazionalismi, la disaffezione verso l’Unione, il crescente rifiuto dell’idea stessa di unità delle nostre nazioni. Tuttavia, non avrei mai immaginato che si sarebbe propagato così in fretta. Quello che il dopoguerra pensava di aver seppellito per sempre – frontiere, identità etniche e religiose, paura dell’altro e ripiegamento su sé – torna e sta prendendo il sopravvento. Di elezione in elezione, sono sempre più numerosi coloro che si rifiutano di accettare che, da solo, nessuno dei nostri paesi è in grado di raccogliere le sfide di un mondo nuovo e che, volgendo le spalle all’unità, corriamo incontro al declino. So che con piccoli gesti si salvano non soltanto alcuni esseri umani, ma l’umanità tutta; che non ci si deve mai abbandonare alla disperazione, che non esistono né popoli buoni né popoli cattivi: esistono soltanto persone perbene e persone che non lo sono. Se vogliamo scegliere il nostro destino, dobbiamo dotarci di un potere pubblico grande quanto il continente, di uno strumento comune di una volontà comune. Se vorremo davvero “un’altra Europa”, le nostre libertà ci offrono ogni mezzo utile a questo scopo».