Pennac: sugli immigrati certi politici alimentano i peggiori incubi per avere voti

Lo scrittore francese presenta il nuovo libro, "Mio fratello", e afferma: "Europa senza onore, nessun pericolo dall'immigrazione"

Daniel Pennac

Daniel Pennac

redazione 22 ottobre 2018

Daniel Pennac è in Italia per presentare il suo nuovo libro, "Mio Fratello" (Feltrinelli, 121 pagine, 14 euro", scaturito da una sua lettura scenica del racconto di Herman Melville "Bartleby lo scrivano", colui che rispondeva sempre che "preferiva di no". Con la sua coscienza civile, non si è sottratto a i temi più brucianti.
"Tutta l'Europa sulla questione immigrati si sta comportando senza onore. L'immigrazione, soprattutto quella dal Mediterraneo non rappresenta nessun reale pericolo demografico per noi", riferisce l'agenzia Ansa. Per lo scrittore francese, nato a Casablanca nel 1944, creatore del personaggio di Benjamin Malaussène e di una famiglia multietnica, ci sono politici che "approfittano" della crisi e delle paure "per alimentare i peggiori incubi". Pennac ha ricordato che dopo la guerra la Francia accolse ben 20 milioni di stranieri: servivano a ricostruire un paese devastato dal conflitto mondiale. Adesso gli stranieri generano paura. Però lo scrittore è convinto: i governi alimentano queste paure - e ricordiamo che l'esecutivo italiano gialloverde è in prima linea contro l'apporto dei migranti - perché vogliono raccogliere voti, quella è la loro preoccupazione primaria, secondo lo scrittore.
Quanto al libro, il fratello del titolo è un ricordo carico d'affetto, e non privo di ironia, il vero consanguineo dello scrittore, Bernard: come il romanziere amava il personaggio melvilliano, era un complice, un compagno di viaggio e tesse un racconto dove intreccia l'adattamento teatrale, messo in piedi dopo la morte del fratello, e i ricordi di un uomo che, come Bartebly, tendeva sempre più a sottrarsi agli impegni della vita sociale, in una sorta di ribellione silenziosa.
“Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene - confessa l'autore nel sito della casa editrice - Sento moltissimo la sua mancanza, e tuttavia non so chi ho perso. Ho perso il piacere della sua compagnia, la gratuità del suo affetto, la serenità dei suoi giudizi, la complicità del suo senso dell’umorismo, ho perso la quiete. Ho perso quel po’ di tenerezza che c’era ancora al mondo. Ma chi ho perso?”


Daniel Pennac, Mio fratello, Feltrinelli, 121 pp, 14 euro