Romanzo sulle molestie vince il Booker Prize. L'ha scritto Anna Burns

Il più importante riconoscimento della narrativa in inglese a "Milkman", ambientato a Belfast, su una diciottenne di Belfast tallonata da un uomo molto più anziano

Street Art a Belfast

Street Art a Belfast

redazione 19 ottobre 2018

Un romanzo che parla anche di molestie, e narrativamente complesso e sperimentale, ha vinto il Man Booker Prize for Fiction, il premio letterario britannico e il riconoscimento più importante per la narrativa di lingua inglese. La scrittrice è Anna Burns, il romanzo "Milkman": i giudici l'hanno scelta per "l'originalità incredibile" del suo testo che ha suscitato all'esterno perplessità perché molto complesso. Ma proprio lo sfuggire a schemi facili di scrittura deve aver catturato i giurati. È la prima volta che si aggiudica il riconoscimento un autore nordirlandese.
"Mikman" vede una 18enne, di cui non sappiamo il nome, molestata sessualmente e tallonata da un uomo molto più anziano, un lattaio (o apparentemente tale), collegato alle forze paramilitari nel nord dell'Irlanda, che sfrutta paure, restrizioni sociali e posizioni di forza. "Nessuno di noi giudici ha mai letto qualcosa di simile finora", ha commentato la presidente della giuria, il filosofo anglo-ghanese-americano Kwame Anthony Appiah. Anna Burns ha 56 anni, è nata a Belfast, vive nell'East Sussex. Con la somma vinta, 50mila sterlina, ha detto che ripagherà i suoi debiti e camperà su quanto ne rimarrà.