Cesare Garboli, uomo e saggista da amare: firmato Rosetta Loy

Con "Cesare" la scrittrice ritrae, fra il romanzo biografico e il saggio, un autore e un mondo culturale oggi estinto. La curiosità: il saggista partecipò a "Teorema" di Pasolini

Cesare Garboli in "Teorema" di Pasolini

Cesare Garboli in "Teorema" di Pasolini

redazione 17 agosto 2018

Cercate un libro fuori dal consueto che ritragga una persona che ha vissuto appieno? Che ritratta una coscienza della cultura e della letteratura raccontata da un’ottima penna? Una lettura da Ferragosto gustosa e profonda? Sulla scia di un articolo di Alberto Riva sul Venerdì di Repubblica vi segnaliamo un libro dal titolo secco, semplice, carico di tante storie: “Cesare” della scrittrice Rosetta Loy (Einaudi, pp. 132, euro 17). Dove Cesare sta per Cesare Garboli: critico letterario, traduttore, scrittore, nato nel 1928 a Viareggio, morto a Roma nel 2004, autore che sarebbe davvero limitante confinare alla letteratura per la vastità dei suoi interessi e l’acume delle sue osservazioni.


Rosetta Loy ne scrive perché Garboli è stato, da amante, uno dei due uomini della sua vita, come ha raccontato in una intervista. Garboli ha avuto un gran peso nella cultura, e nella cultura attenta al vivere civile e alla politica: era seguito, ascoltato. È stato uno scrittore sopraffino nel ritrarre scrittori. Questo libro è tra il saggio e il romanzo o, come usa dire spesso oggi all’inglese per darsi un tono, è quasi “auto fiction”. Solo che il soggetto è Garboli, non Rosetta Loy. Quel Garboli che il 9 maggio 1978, apprendendo della morte di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, decise all’improvviso di non rientrare a Roma dove viveva e andare alla casa di famiglia a Vado di Camaiore, in Versilia. Poi prenderà casa a Viareggio ma non tornerà più a vivere nella capitale. “Cambiai di domicilio come succede a quelli che escono per comprare le sigarette e nessuno li vede mai più”, scrisse in un passo ripreso da tanti recensori. E quella decisione privata era anche pubblica, aveva un significato più esteso, anche implicitamente politico.


Garboli ha scritto d’arte, di musica, di scrittrici come Natalia Ginzburg, della quale era amico, di Elsa Morante, come di Molière, di Giovanni Pascoli e di Montale, citando solo qualche autore. Vi incuriosirà forse sapere che prese parte anche al film “Teorema” di Pasolini del 1968: un film che fu sequestrato e perfino bandito da più Procure per lo scandalo suscitato e con l’accusa di oscenità. Il libro di Rosetta Loy è un ritratto di un uomo, di una figura amata, complessa, e di più mondi culturali.


Rosetta Loy, Cesare, Einaudi, pp. 132, euro 17