Khaled Khalifa da Aleppo: "Il presente pagina nera della Storia"

Lo scrittore siriano al Festival delle Letterature di Massenzio a Roma legge un brano sulla città siriana distrutta dalla guerra

Aleppo

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redazione 19 giugno 2018

Fa bene il Festival delle letterature di Roma, che si tiene nella Basilica di Massenzio ed è a ingresso gratuito, a ospitare nella serata di martedì 19 giugno su “Generi classici e nuovi”, oltre allo statunitense Glenn Cooper, all’italiano Marcello Simoni, allo spagnolo Paul B. Preciado, anche Khaled Khalifa e con le sue storie da un luogo martoriato: Aleppo.

Come ogni autore della rassegna ideata e diretta da Maria Ida Gaeta, con Fabrizio Arcuri, lo scrittore siriano legge un brano inedito e dettato dal tema del festival 2018: "il diritto e il rovescio". All’agenzia Ansa Khalifa ha tra l’altro dichiarato, in una intervista: "Presento qui il primo testo in cui parlo di Aleppo come è oggi, anche se sono cinque anni che mi rifiuto di vederla e per farlo mi sono immerso nuovamente nella realtà".

L’autore di “Elogio dell'odio” (2011) e “Non ci sono coltelli nelle cucine di questa città” (2018), pubblicati in Italia da Bompiani, quinto figlio su tredici da un villaggio non lontano di Aleppo, annuncia che sta scrivendo un romanzo sulla città ambientato nell’800 e osserva: "Il presente di oggi è una delle pagine più nere della nostra storia". Riflette sulle Primavere arabe: "Oggi dopo solo sette anni c'è grande depressione. Nessuno di noi poteva immaginare che la controrivoluzione avrebbe avuto armi così forti da eliminare i sogni di 400 milioni di arabi". Da anni non torna nella Aleppo distrutta ma, per prepararsi a un ritorno promesso alla famiglia, ogni giorno guarda una foto della devastazione e confida che sarà possibile ricostruirla.

Il festival delle letterature a Massenzio