12H del Mugello: si scaldano i motori nella endurance sulle colline toscane

L’autodromo toscano ha ospitato la prima gara della stagione 2020 della 24H Series dedicata anche ai giovanissimi

12H del Mugello: si scaldano i motori nella endurance sulle colline toscane
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24 Marzo 2026 - 12.07


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di Gemma Consolazio

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Nel cuore della Toscana, tra verdi colline e paesaggi sospesi nel tempo, l’Autodromo Internazionale del Mugello ha ospitato sabato 21 e domenica 22 marzo la 12 Ore del Mugello, più precisamente la Michelin 12h Mugello 2026, non soltanto una gara ad alte velocità ma un evento che unisce persone, passione e tecnica.

A rendere ancora più particolare la competizione è stata la divisione della gara in due giornate da sei ore ciascuna, invece di correre per dodici ore consecutive, come prevede ogni endurance; una scelta dovuta alle particolari regole del circuito, che non resta aperto durante la notte.

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In pista erano presenti vetture di ogni tipo, dalla Porsche 911 GT3 all’Audi R8 LMS GT3 Evo II, molto diverse tra loro ma accomunate dalla medesima prestazione, raggiungendo i 240 km/h e arrivando fino a 270 km/h nei rettilinei. Nel circuito mugellano la velocità non è soltanto adrenalina ma anche estrema precisione: infatti, ogni curva richiede attenzione e coraggio nell’affrontarla. Dietro le quinte, all’interno dei box, si assiste ad un ulteriore mondo complesso, dove ingegneri e meccanici lavorano senza stop per trovare il perfetto equilibrio tra prestazioni ed affidabilità, in cui ogni decisione gioca un ruolo chiave per il successo delle squadre.

Fondamentali gli sponsor, che determinano le scelte tecniche e il capitale a disposizione del team per realizzare la vettura che si presenta in gara. Tuttavia, in pista e fuori i protagonisti restano i piloti, provenienti da ogni parte del mondo, ognuno con esperienze e percorsi differenti, dai più esperti professionisti ai giovani emergenti di 16-18 anni, che vivono questa gara come occasione unica e trampolino di lancio per la loro neonata carriera.

Uno di loro racconta: “Sono molto emozionato, il Mugello è un circuito bello complesso perché richiede di staccare presto in curve non così facili da affrontare”. Parole che descrivono appieno la difficoltà e allo stesso tempo la bellezza del circuito, che rimane uno dei più affascinanti, dove la velocità e le curve tecniche incontrano l’unicità e la spettacolarità del paesaggio, in cui ogni gara diventa un’esperienza imperdibile.

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Lo stesso pilota aggiunge: “Corro fin da piccolo grazie alla passione trasmessa da mio papà, anche lui pilota prima di me. Sono contento di essere dove sono e la colgo come opportunità per arrivare più in alto nella storia delle endurance”. Le trenta vetture rappresentano il cuore pulsante della tecnologia applicata alla resistenza: non devono soltanto essere veloci, ma anche resistere e durare durante l’intera giornata, è proprio questa la vera essenza delle gare.

Proprio per questo motivo la 12 Ore del Mugello non è soltanto una competizione sportiva, ma un evento che unisce storie e generazioni diverse. È, inoltre, un’occasione unica per il territorio toscano, che si conferma ancora una volta capace di accogliere eventi internazionali di grande importanza, senza mai perdere la propria identità.

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