Ha preso il via il nuovo anno accademico della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università di Siena, percorso post laurea del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali (DSSBC). Iscrizioni stabili e profili di qualità per il primo anno. “La tenuta dei numeri e la qualità degli specializzandi ammessi sono un segnale molto positivo”, commenta il direttore, professor Davide Lacagnina.
“Confermano la bontà del nostro lavoro”, prosegue Lacagnina. “L’arricchimento dell’offerta, le collaborazioni con professionisti del settore, la ricerca dentro e fuori l’ateneo continuano a dare risultati”. Tra i risultati recenti, “La Diana”, la rivista scientifica della Scuola, ha ottenuto la classe A dall’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario. Principale novità didattica: un nuovo insegnamento in “Digital Humanities e patrimonio artistico”, dedicato all’applicazione delle tecnologie digitali allo studio dei beni culturali.
L’offerta è integrata da due cicli di seminari. Il primo, “Figure e momenti della critica e della storiografia artistica”, giunge alla sesta edizione ed è organizzato con il Dottorato in Storia dell’arte dell’Università di Siena e dell’Università per Stranieri. Il secondo, “Intorno all’oggetto: incroci di sguardi nello studio delle opere d’arte”, fa parte delle attività di formazione avanzata del progetto d’eccellenza DSSBC 2023-2027.
Il primo appuntamento si è tenuto giovedì 29 gennaio nell’Aula Meeting del Santa Chiara Lab. Beatrice De Ruggieri (Università Roma Tre) e Helen Glanville (LAMS-CNRS, Sorbonne) hanno presentato “Procedimenti pittorici attraverso il notebook di Richard Symonds”.
