M'illumino di Meno: all'università di Siena si parla di sostenibilità e comunità energetiche

L'Università di Siena ha accolto anche quest'anno l'invito a partecipare all'iniziativa promossa da Rai Radio2. Si è trattato di un'occasione per discutere sul futuro delle energie rinnovabili.

M'illumino di Meno: all'università di Siena si parla di sostenibilità e comunità energetiche
M'illumino di meno
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18 Febbraio 2023 - 18.15


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di Agostino Forgione

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Il Rettore dell’Università di Siena, Roberto Di Pietra, in apertura all’evento “Dalla Carbon Neutrality alla Comunità Energetica”, in adesione alla campagna “M’illumino di meno 2023” ha affermato: ” è il caso di sviluppare degli stili di circolarità energetica ed è un dovere per l’università formare degli studenti che abbiano queste competenze”. Un progetto quest’ultimo, nato nel 2005, promosso da Rai Radio 2 per mano del programma Caterpillar a cui L’Università di Siena ha aderito fin da subito. Si tratta di un’iniziativa, come rimarcato dal Rettore, che si inserisce nel solco della già sviluppata cultura della sostenibilità ambientale ed energetica che contraddistingue il territorio di Siena, prima isola energetica della Toscana nonché provincia già carbon neutral. Per l’occasione sono state spente le luci del rettorato, che è stato in seguito illuminato con delle fiaccole.  

Fulcro dell’incontro è stata una discussione sulle nascenti comunità energetiche, il cui disegno di legge dovrebbe essere prossimo all’approvazione con norme che riguarderanno l’impiego di sistemi di autoconsumo, individuale o collettivo, da fonti rinnovabili per mezzo della rete di distribuzione elettrica già esistente. Una rivoluzione energetica nel nome del rispetto ambientale che, come affermato da Simone Bastianoni, delegato alla Sostenibilità di Ateneo, è necessario venga accolta da tutti. “È importante che le famiglie capiscano che possono essere proprietari della loro energia come della loro casa. Bisogna diventino dei prosumer”, afferma.

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Più tecnico l’intervento del prof. Simone Paoletti, che ha posto l’accento sull’importanza di cambiare il nostro modo di consumare adeguandolo all’uso del solare. Per convertirci all’uso delle rinnovabili sostiene inoltre che “Bisogna cambiare i nostri stili comportamentali col fine di rendere i sistemi energetici combattibili al cambiamento”.Un cambiamento che deve far coincidere la produzione col consumo, reinsegnando ai più, ad esempio, a far partire la lavatrice non più nelle ore notturne ma di mattina. Alle comunità energetiche, rimarca, non bisognerà aderire mossi principalmente dal desiderio di risparmiare sulla bolletta, bensì dalla volontà di tutelare l’ambiente per i nostri figli.  

Si tratta dunque di un cambiamento, come sottolineato dal presidente della cooperativa sociale Servizio e Territorio Piero Morini, che proprio in ragione della sua auspicabilità è necessario che accolga anche i più fragili, coloro che meno di tutti si rendono conto della sua importanza. “Non tutti sono a conoscenza di come funzioni uno smartphone – afferma – ma anche chi non lo è lo usa. È importante che con le comunità energetiche avvenga altrettanto”. Proprio le comunità energetiche, infatti, potranno venire incontro a tutte quelle famiglie a rischio di povertà energetica, garantendo il loro sostentamento in un’ottica di muto soccorso. Da non dimenticare, infatti, la dimensione aggregativa e comunitaria che l’adesione a una REC comporta, aspetto, in una società in cui i rapporti interpersonali sono sempre spesso distanti e labili, di certo non di second’ordine.

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