Una nuova pellicola sta per approdare nelle sale italiane. Infatti, a partire dalla giornata di mercoledì 22 aprile arriverà in tutta Italia “Michael“, il lungometraggio che nutre l’ambizione di essere il biopic definitivo su Michael Jackson, uno dei più poliedrici e divisivi personaggi musicali di sempre.
Diretto da Antoine Fuqua e scritto da John Logan (autore tra gli altri anche di “The Aviator” e “Skyfall”), il film vede protagonista Jaafar Jackson, nipote di Michael e figlio di suo fratello Jermaine, componente della band “Jackson 5“, al suo debutto assoluto nei panni di attore sul grande schermo.
Quella del “Re del pop” è stata la storia di un bimbo, diventato adulto davanti a milioni di persone, che ha bruciato le tappe del successo. Tuttavia, uno degli aspetti più discussi del film è l’assenza delle accuse di abusi sessuali che hanno segnato la vita dell’artista.
A tal proposito la sceneggiatura si ferma prima del 1993 (anno in cui fu incriminato), evitando completamente il capitolo più controverso. La scelta non è solo narrativa, ma anche legale: accordi precedenti impediscono di citare alcune vicende e persone coinvolte.
Il risultato finale è un ritratto che punta a “ripulire” – anche se non del tutto – l’immagine pubblica di Jackson, mostrando soprattutto il lato filantropico e il genio musicale che lo hanno sempre contraddistinto. Il finale, infatti, coincide con il trionfo del “Bad Tour“, simbolo dell’apice della sua ultradecennale carriera.
Ampio spazio è dedicato anche al rapporto fra Michael e il padre Joe, una figura sì centrale ma dagli atteggiamenti piuttosto discutibili. L’uomo, che si era spezzato la schiena lavorando in un’acciaieria e aveva dei sogni ambiziosi per la prole, non accettava il percorso artistico intrapreso dal figlio. In questo senso la pellicola suggerisce il peso delle tensioni familiari sia nella costruzione che, soprattutto, nelle svariate fragilità della star.
Insomma, tra pochi giorni Michael Jackson riapparirà davanti agli occhi di milioni di persone, con la certezza che, film a parte, il suo mito vivrà per sempre nel cuore dei fan sparsi in tutto il mondo.
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