Cover e duetti: la serata più attesa del Festival di Sanremo 

I trenta duetti hanno messo in luce personalità e stili molto diversi: da performance esplosive e divertenti, come quella di Elettra Lamborghini con Las Ketchup, a momenti più intensi e riusciti come Levante e Gaia. Non sono mancate le delusioni, come l’esibizione di Eddie Brock e Fabrizio Moro, e qualche scelta discutibile, come il duetto tra Fulminacci e Francesca Fagnani.

Cover e duetti: la serata più attesa del Festival di Sanremo 
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28 Febbraio 2026 - 01.57


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di Victoria Picchietti

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Oggi abbiamo assistito ad una delle serate più attese del Festival di Sanremo: quella dedicata alle cover e ai duetti. Tutti gli artisti in gara si sono esibiti insieme ad altri interpreti, portando sul palco una cover scelta per l’occasione.

La puntata si è aperta con un’esibizione esplosiva di Laura Pausini, che iniziando fuori  dall’Ariston è entrata nel teatro con la sua band e i suoi coristi cantando un medley dei suoi successi. Direi che è stato un ottimo modo per aprire la serata con un tocco di originalità, diverso dal solito.

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L’atmosfera si è fatta calda e trenta duetti, tutti molto diversi tra loro, hanno evidenziato le varie personalità degli artisti in gara. Ce ne sono stati alcuni che mi hanno colpita, sia in positivo sia in negativo. 

Con vestitini alla spagnola Elettra Lamborghini e Las Ketchup hanno dato il via alle danze dei duetti con “Aserejé”,  portando un’energia incredibile e coinvolgendo il pubblico facendolo ballare e divertire. Elettra Lamborghini non sarà la cantante migliore del nostro paese ma non si può dire che non abbia personalità e che non sappia rallegrare la serata. 

Un duetto di cui non sapevamo di aver bisogno sono state Levante e Gaia, che hanno portato sul palco dell’Ariston “I maschi” di Gianna Nannini. Si sono rivelate due voci diverse, particolari e potenti che insieme collidono perfettamente e con la loro energia hanno travolto il pubblico in positivo. 

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Piuttosto deludenti si sono rivelati invece Eddie Brock e Fabrizio Moro. Hanno cantato una canzone a mio avviso quasi intoccabile, “Portami via” di Moro, ma le due voci affiancate non stanno per niente bene, e nonostante la evidente emozione, la loro esibizione non ha reso giustizia a questa canzone. 

Un altro brano intoccabile è “Mi sei scoppiato dentro al cuore” di Mina, cantato questa sera da Malika Ayane e Claudio Santamaria. Buonissima interpretazione di Malika, quasi recitata, ma Claudio Santamaria a mio avviso non c’entrava nulla con questa esibizione. Nonostante sia un attore la sua esecuzione non è stata tra le migliori. 

Tra i momenti più toccanti sicuramente troviamo l’esibizione di Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Basso. Un trio un po’ “strambo” che ha deciso di portare sul palco una versione particolare di “Su di noi” di Pupo, arricchita da barre composte da Dargen e un coro che ha intonato la canzone ebraica “Gam Gam” in sottofondo, con lo scopo di denunciare l’orrore portato dalle guerre. 

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Hanno contribuito invece a rallegrare la serata Le bambole di pezza con Cristina D’Avena, portando sul palco un celebre pezzo di quest’ultima che ha caratterizzato l’infanzia di molte persone: “Occhi di gatto”. Esplosive, piene di energia e con voci potentissime hanno personalizzato il brano rendendolo rock e mettendo al centro la voce e lo stile della band tutta al femminile. Molto apprezzata la presa di iniziativa di Martina Ungarelli, la cantante del gruppo, di scendere tra il pubblico e coinvolgere le persone. E con lei anche Aka7even ed LDA, che insieme a Tullio de Piscopo si sono esibiti sulle note di “Andamento lento”, scendendo in platea per far sentire il pubblico parte della canzone. 

Duetto iconico quello di Ditonellapiaga e TonyPitony su “The Lady is a Tramp” di Frank Sinatra, sia per quanto riguarda l’esibizione che l’interpretazione del brano, sembrava di vivere in un musical. Eppure da TonyPitony non è che ci si aspettasse chissà quanto e invece, ci ha stupiti. 

Oltre agli attori c’è chi ha portato sul palco pure i giornalisti. Non si sa come ma a “cantare” al fianco di Fulminacci sulle note di “Parole Parole” è stata Francesca Fagnani…  l’esibizione non è stata male, ma lei cosa c’entra a Sanremo? Non sarebbe stato meglio lasciarla a “Belve”? Non condivido assolutamente questo duetto. 

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Una delle esibizioni migliori di questa sera, oltre a quella di TonyPitony e Ditonellapiaga, è stata quella di Sayf con Alex Britti e Mario Biondi che hanno portato sul palco la celebre “Hit the road jack”. Oltre alla canzone che di suo fa ballare, con questa performance Sayf mostra tutta la sua versatilità, suonando la tromba e facendo cantare il pubblico, ma non solo… sul palco a far parte della scenografia ha deciso di coinvolgere sua madre. Questo ragazzo è una scoperta continua! 

E infine, Standing Ovation per Arisa, che ha cantato “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia con il coro del teatro “Regio” di Parma. Un’esibizione che ha sottolineato ancora una volta la grande estensione vocale dell’artista. Il coro ha contribuito a dare un’atmosfera piena di emozione. 

I duetti non sono finiti qui, ma hanno lasciato qualcosa, sia in positivo che in negativo. Come quasi tutti gli anni questa forse è stata la serata migliore del festival fino ad ora. E ora non resta che chiedersi, chi vincerà Sanremo 2026?  

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