Ras Al Khaimah e la sua prima Biennale d’Arte Contemporanea: due artisti italiani tra i protagonisti

Dal 16 gennaio all’8 febbraio 2026 debutta negli Emirati Arabi Uniti la Biennale di RAK, rassegna di dimensioni contenute inserita nel Ras Al Khaimah Art Festival. In mostra anche le opere di Stefano Cagol e Francesca Fini

Ras Al Khaimah e la sua prima Biennale d’Arte Contemporanea: due artisti italiani tra i protagonisti
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15 Gennaio 2026 - 16.39


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Nasce una nuova Biennale d’arte contemporanea nel panorama culturale del Medio Oriente. Dal 16 gennaio all’8 febbraio 2026, l’emirato di Ras Al Khaimah ospita la prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea di RAK, rafforzando il ruolo degli Emirati Arabi Uniti come area strategica per il sistema internazionale dell’arte, in un contesto che guarda anche al prossimo debutto di Art Basel Qatar e allo sviluppo delle grandi rassegne saudite.

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Il progetto si inserisce in una fase di forte espansione dell’offerta culturale nella regione, che vede tra gli appuntamenti di riferimento anche la Diriyah Biennale di arte contemporanea in Arabia Saudita, attesa dal 30 gennaio 2026 presso il JAX District, con 65 artisti provenienti da 37 Paesi e la direzione artistica di Nora Razian e Sabih Ahmed.

È in questo scenario che prende forma la nuova Biennale di Ras Al Khaimah, organizzata dalla Al Qasimi Foundation e da Ras Al Khaimah Art, sotto la direzione di Suqrat Abdullah Bin Bisher. La rassegna si svolge all’interno del Ras Al Khaimah Art Festival 2026 e ha sede nello storico Al Jazeera Al Hamra Heritage Village, antico villaggio di pescatori e coltivatori di perle di origine seicentesca. La curatela è affidata a Sharon Toval.

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Intitolata Civiltà: Sotto lo stesso cielo, la prima edizione della Biennale propone una selezione volutamente concentrata di artisti e opere, con l’obiettivo di favorire connessioni culturali attraverso l’arte contemporanea. Il progetto invita a riflettere sui valori condivisi dell’umanità, partendo dal concetto di civiltà come spazio di identità, memoria e immaginazione.

La Biennale si articola in quattro padiglioni tematici, nei quali convivono installazioni immersive, fotografia, video, suono e pratiche artigianali. Le opere mettono in evidenza la pluralità delle espressioni umane e i punti di contatto tra culture diverse, secondo una visione che considera la molteplicità come condizione essenziale per la fioritura delle civiltà.

Il primo padiglione è dedicato allo spirito interiore, esplorato attraverso il rapporto con la natura, il linguaggio e la percezione. Qui trovano spazio l’installazione video meditativa di Sutee Kunavichayanont e la performance di Stefano Cagol, uno dei due artisti italiani invitati, realizzata sull’isola norvegese di Golta e filmata sotto il sole di mezzanotte, incentrata sulla fragilità dell’equilibrio ecologico.

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Il secondo padiglione, Sotto lo stesso cielo, mette a confronto progettazione tradizionale e tecnologie emergenti, fino all’intelligenza artificiale. Il terzo, Visioni dalla fonte, è dedicato alle voci femminili e alla complessità della condizione delle donne nel mondo contemporaneo. Il percorso si conclude con Orizzonti futuri, uno spazio che esplora scenari speculativi in cui dati, AI e strumenti digitali convivono con mito, rituale e memoria.

Tra le opere in mostra figurano la serie fotografica Acrobatie di Hicham Benohoud, il progetto Heritage di Marie Hudelot, Requiem pour Pianos di Romain Thiery e Posh on Mars, serie YouTube basata sull’intelligenza artificiale presentata da Francesca Fini, seconda artista italiana presente in Biennale.

Ampio spazio è riservato alle riflessioni sulla condizione femminile e sulle dinamiche sociali. Hannan Abu-Hussein, con Samandara, una torre di coperte da dote, rende omaggio al lavoro invisibile delle donne; Sophy Abu Shakra, con CodeX, unisce ricamo e codice digitale incidendo motivi nel legno d’ulivo. Le tematiche di uguaglianza di genere e giustizia sociale emergono anche in Defiant Dancing Corps di Samaneh Roghani e nelle performance di Kawita Vatanajyankur, che utilizza il corpo come strumento critico per interrogare lavoro, consumismo e ruoli di genere.

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Alla prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea di RAK Ras Al Khaimah partecipano, tra gli altri, Sutee Kunavichayanont, Stefano Cagol, Hannan Abu-Hussein, Hicham Benohoud, Marie Hudelot, Dadoune Miyazawa, Miguel Ripoll, Kawita Vatanajyankur, Yifat Bezalel, Samaneh Roghani, Kenji Kojima, Francesca Fini, Vincent Martial, Rotem Tamir, Romain Thiery, Thodoris Trampas e Sophy Abu Shakra.

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