Calchi e amuleti, riappaiono i tesori dell'Antiquarum di Pompei

L'esposizione permanente riapre al pubblico. La tormentata storia del museo che raccoglie preziosi reperti per capire la storia della città campana e il suo legame con Roma

Calchi, Pompei, antiquarium. Foto Parco archeologico di Pompei

Calchi, Pompei, antiquarium. Foto Parco archeologico di Pompei

redazione 25 gennaio 2021

Si possono finalmente di nuovo vedere i tesori di Pompei e capirne così appieno la storia: l'Antiquarium riapre infatti al pubblico a partire dal 25 di questo mese.  Nello spazio museale, con un allestimento completamente rinnovato, i visitatori possono rivedere, nell' esposizione permanente, tesori come gli affreschi della Casa del Bracciale d’oro, gli argenti di Moregine o il triclinio della Casa del Menandro. Inoltre è possibile ammirare anche i rinvenimenti degli scavi più recenti condotti dal Parco Archeologico: dai frammenti di stucco in I stile delle fauces della Casa di Orione al tesoro di amuleti della Casa con Giardino fino agli ultimi calchi delle vittime dalla villa di Civita Giuliana.


Sarà così possibile ripercorrere la storia di Pompei dalle origini rintracciabili nell'età sannitica  fino alla tragica eruzione del 79 d.C. Emerge in modo eloquente l'inscindibile relazione della città campagna con Roma.


L’edificio che finalmente riapre è transitato da complesse e, spesso disastrose, vicende. Fu inaugurato da Giuseppe Fiorelli negli anni Settanta dell'Ottocento, per poi essere ampliato da Amedeo Maiuri negli anni Venti del Novecento. I bombardamenti del 1943 furono nefasti tanto che l'edifico  fu bombardato e subì molti danni; fu  distrutta una intera sala e diversi reperti. Un nuovo allestimento fu realizzato cinque anni dopo, ma la malasorte non era finita tanto che il terremoto nel 1980 ne determinò una nuova chiusura che è durata ben 36 anni. Solo nel 2016, è stato possibile riaprirlo con ambienti dedicati ad esposizioni temporanee.


Nel restituire al pubblico, completamente rinnovato, questo storico spazio si è pensato che fosse utile e bello riandare a quella che fu la sua prima concezione museale: lo spazio è caratterizzato da una forte luminosità e riporta all’atmosfera dell’Antiquarium pensato da Amedeo Maiuri, grazie anche al recupero spaziale delle gallerie originali, al restauro delle vetrine espositive degli anni Cinquanta e ad una loro rivisitazione.


L'allestimento è stato curato da "Cor arquitectos & Flavia Chiavaroli", mentre la Electa ha pensato all'organizzazione.  La riapertura del museo è accompagnata da due progetti digitali di comunicazione realizzati dal Parco Archeologico di Pompei con Electa: Pompei. La città viva, una serie podcast in collaborazione con "Piano P "; Amedeo, un web-bot e un audio racconto in collaborazione con "Machineria".