Van Gogh dai colori bruni alla solare Arles: a Padova i quadri di una vita

Marco Goldin cura una rassegna con 82 dipinti e disegni dall’Olanda e pubblica una “autobiografia” di Vincent

Van Gogh, “Il seminatore”, 1888 ©  Foto Rik Klein Gotink, Harderwijk

Van Gogh, “Il seminatore”, 1888 © Foto Rik Klein Gotink, Harderwijk

redazione 10 ottobre 2020
Vincent malinconico, mica pazzo. Se ne torna a parlare per una mostra. Ora, che nelle esposizioni si ricada sempre sui soliti noti, tipo Van Gogh o Caravaggio o Leonardo, indica che viviamo in una cultura segnata da tanta pigrizia mentale di cui, come media, siamo complici o, almeno, corresponsabili. Va al contempo però riconosciuto che la mostra organizzata da Marco Goldin con la sua Linea d’ombra al Centro San Gaetano di Padova, e che apre al pubblico da sabato 10 ottobre all’11 aprile 2021, “Van Gogh. I colori della vita”, mette sul piatto parecchi assi nella manica: 82 dipinti e disegni lungo tutta la vita di Vincent. Così facendo la rassegna si smarca da quelle operazioni dove il nome celebre fa da richiamo per le allodole e poi nelle sale c’è poco oppure gli organizzatori illudono i visitatori con opere di secondo piano.

La provenienza dei prestiti è una garanzia: il Van Gogh Museum di Amsterdam e, soprattutto come prestatore principale, il Kröller-Müller Museum di Otterlo, in Olanda, istituto che possiede moltissimi lavori del pittore reso icona (anche qui con pigrizia mentale ormai) dell’artista di genio incompreso e sfortunato perché reputato pazzo. Che poi per Goldin era malinconico e tutt’altro che matto: lo ha scritto nel volume in libreria dal 15 ottobre Van Gogh. L’autobiografia mai scritta (Nave di Teseo, pp. 464, € 24,50), dove l’autore sfrutta lettere, in prima fila al fratello e suo sostenitore Theo, storie e testimonianze per comporre una sua “autobiografia” dell’artista.

Paesaggi, figure, ritratti, interni, dal tempo olandese da giovane, quando dominano i colori bruni, fino all’epilogo nella solare Arles, ai gialli, i verdi, i rossi. Quando Goldin ideò la rassegna il Covid non era immaginabile, almeno da chi non studiava virus simili, per cui con le restrizioni anti-contagio regolarmente applicate gli organizzatori stimano un quarto del pubblico preventivato. Economicamente, è un colpo forte, ma non c’è alternativa. Prenotare è quindi praticamente obbligatorio. Potete chiamare al call center di Linea d’ombra tel. 0422.429999 o tramite il sito di Linea d’ombra (clicca qui).