Il Tar: l’Uomo vitruviano di Leonardo può andare al Louvre

Sì dei giudici veneti al prestito del disegno dopo averlo sospeso, bocciato il ricorso di Italia Nostra. Per i tecnici del museo veneziano l'opera doveva restare ferma a lungo

Il Tar: l’Uomo vitruviano di Leonardo può andare al Louvre
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16 Ottobre 2019 - 19.52


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Il disegno di Leonardo dell’Uomo vitruviano può partire in prestito al Louvre. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo del Veneto che ha respinto il ricorso di Italia Nostra dopo aver sospeso il prestito stesso. L’opera potrà quindi lasciare le Gallerie dell’Accademia di Venezia e far parte della mostra sul maestro di Vinci organizzata dal museo parigino al via dal 24 ottobre. Per la sua miglior conservazione il disegno, invece, dovrebbe restare a lungo al suo posto e “riposare”, cioè restare al buio: così la pensano i tecnici del Gabinetto disegni e stampe del museo e riteniamo abbiano ragione. Per la presidente dell’associazione Mariarita Signorini “non è un buon giorno, oggi ha perso la tutela” dei beni artistici.

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La seconda sezione del Tar ha depositato l’ordinanza dopo l’odierna camera di consiglio. I giudici hanno accolto la tesi dell’avvocatura dello Stato: il disegno “non ha carattere identitario e quindi non è inamovibile”. Per l’associazione invece è una delle opere che rappresentano l’identità del museo e, pertanto, in base al Codice dei beni culturali, non dovrebbe lasciare la raccolta veneziana. Per il Tar il ricorso “non presenta sufficienti elementi di fondatezza” e il Mibact, il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo, non è incompetente perché è intervenuto “in un momento in cui le attività istruttorie, concernenti l’individuazione dell’opera oggetto del prestito da parte degli organi competenti, si erano già concluse”.

Italia Nostra aveva contestato l’intero Memorandum tra Italia, firmato dall’attuale ministro dei beni culturali Dario Franceschini, e la Francia e che prevede scambi di opere sia per questo ultimo scampolo di 2019 per il cinquecentenario della morte di Leonardo, sia per il 2020 per i cinquecento anni dalla morte di Raffaello. Per il Tar Veneto il Memorandum italiano e francese, anch’esso in un primo momento sospeso dai giudici, “non costituisce di per sé un vincolo per l’azione amministrativa”. L’intesa secondo i giudici ha seguito un iter corretto e trasparente. Soddisfatti al Mibact: “Nessuna interferenza sul prestito”. Il ministro via Twitter: “Il Tar dichiara pienamente legittimo l’operato del Mibact, ora può partire la grande operazione culturale italo-francese delle due mostre su Leonardo a Parigi e Raffaello a Roma”.

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In conclusione il disegno “può partire con precise cautele”. L’opposizione al prestito era motivata soprattutto da ragioni di tutela: per i tecnici dell’Opificio delle pietre dure di Firenze e dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, eccellenze entrambe del Mibact, l’Uomo vitruviano è delicatissimo ma non avevano escluso il prestito in assoluto come non lo aveva escluso tassativamente la precedente direttrice delle Gallerie dell’Accademia Paola Marini. Più stringenti erano stati i pareri del Gabinetto disegni e stampe del museo veneziano e del restauratore conservatore chiamato a pronunciarsi.

Il disegno sulle proporzioni ideali dell’essere umano era stato esposto di recente, dopo una mostra ha bisogno di cinque anni di buio e quindi ora dovrebbe “riposare”. Se esposto a distanza ravvicinata, il disegno eseguito intorno al 1490 con inchiostro su carta, richiederebbe altri cinque anni di buio in più prima di venire di nuovo esposto.

Per Mariarita Signorini”non è un bel giorno per l’Italia” perché così “le indicazioni dei conservatori e dei restauratori sono tutte opinabili”, per Franceschini lo è e il ministero ha agito in maniera trasparente.

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