«Allagamenti e inchieste, il parco di Sibari tra i siti più a rischio d’Europa»

L’allarme di Mariarita Signorini di Italia Nostra sulla città della Magna Grecia e poi romana

Parco archeologico di Sibari, 2019. Foto Italia Nostra

Parco archeologico di Sibari, 2019. Foto Italia Nostra

redazione 5 agosto 2019
Il Parco archeologico di Sibari, nel comune di Cassano allo Ionio nella frazione di Sibari, località Parco Del Cavallo, Casa Bianca, in provincia di Cosenza, è uno dei siti forse meno conosciuti rispetto alla sua rilevanza. Come ebbe a dire l’archeologo e docente a Foggia Giuliano Volpe nel 2014, che conosce bene questo luogo, è un “riferimento fondamentale per chiunque voglia parlare di Magna Grecia” e “di archeologia in Italia meridionale”. La città ha una storia iniziata nell’VIII secolo a.C., e da città greca, poi panellenica, infine romana, è durata secoli fino al progressivo declino per l’impaludamento della zona nel V-VI secolo d.C. e all’abbandono nel VII secolo. Dalla Magna Grecia alle età romana, tardo antica e medioevale, Sibari meriterebbe molto e molta più notorietà.

Ebbene: per Italia Nostra il parco archeologico è tra i sette siti culturali d’Europa più a rischio e lo ha segnalato al ramo europeo dell’associazione, Europa Nostra affinché lo inserisca nella lista del 2020 dei luoghi più minacciati del continente. Sito archeologico che è finito perfino sott’acqua per allagamento, l’associazione presieduta da Mariarita Signorini spiega i motivi del suo allarme affinché ci sia un’attenzione almeno mediatica: «La scelta è motivata dai ricorrenti e irrisolti problemi di allagamento del Parco, dalle difficoltà della gestione ordinaria del sito (una per tutte, la scarsità di fondi per operazioni basilari come il taglio dell’erba), dalla recente inchiesta della magistratura sulle spese per le trincee drenanti e, infine, dalla scarsa accessibilità del sito (nessun collegamento tra la stazione ferroviaria e il Parco e segnaletica stradale poco efficace)».

Il sito è statale, quindi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: clicca qui