Il fotografo Gratacap mostra l'orrore : stupri e lavori forzati per i migranti in Libia

Al festival "Fotografia Europea" a Reggio Emilia il fotoreporter francese presenta i suoi reportage: «La realtà è solo contrabbando e traffico di esseri umani»

Detention center for migrants, Zawiya (2014) (particolare) © Samuel Gratacap. A Fotografia Europea a Reggio Emilia 2019

Detention center for migrants, Zawiya (2014) (particolare) © Samuel Gratacap. A Fotografia Europea a Reggio Emilia 2019

redazione 12 aprile 2019
A Reggio Emilia apre da oggi 12 aprile a domenica 14 quell'autentico festival che è "Fotografia Europea" (qui il link alle mostre). Va avanti fino al 9 giugno. Nel pullulare di rassegne e di esplorazioni dell'immagine, il fotografo francese Samuel Gratacap espone ai Chiostri di San Pietro reportage tra i migranti confinati in Libia che, nelle note sul sito della manifestazione, presenta con una conclusione drammatica e chiarissima: «La realtà è solo contrabbando e traffico di esseri umani: lavori forzati, stupri, incarcerazioni arbitrarie, rapimenti e racket».

Gratacap ha intitolato i suoi reportage "Fifty-Fifty" perché è in queste percentuali, cinquanta-cinquanta, che molti si sentono sospesi tra la vita e la morte. Il fotografo è andato anche nei centri di detenzione dove, si ricordi, vengono detenute persone non perché abbiano commesso reati ma semplicemente perché hanno sognato l'Europa. O perché hanno cercato un futuro, un lavoro, nel paese nordafricano.

Leggete cosa annota per il sito web del festival fotografico Gratacap stesso: «2014 – 2016: Viaggio lungo la costa della Tripolitania: Sabratha, Mellitah, Zawiya, Sorman, Tripoli, Misurata, Sirte. Questa è l’area più popolata per quanto riguarda la densità di popolazione per km quadrato e la più simbolica in riferimento alla rivoluzione del 17 febbraio del 2011 che ha offerto grandi speranze ma si è rapidamente dispersa. L’economia crolla, il paese è rovinato. I migranti – la maggior parte dei quali provenienti dall’Africa subsahariana – vedono nella ricostruzione della Libia un’opportunità economica prima di ritornare nel loro paese d’origine o raggiungere l’Europa. Queste speranze e questi sogni si scontrano con la situazione caotica del paese, visto che il conflitto rimane ancora in una situazione di stallo politico. La realtà è solo contrabbando e traffico di esseri umani: lavori forzati, stupri, incarcerazioni arbitrarie, rapimenti e racket». E anche questo trattamento permette che in Italia arrivino, via Mediterraneo, meno migranti.

La mostra di Gratacap è prodotta da Fotografia da Fotografia Europea con la Galleria Les filles du calvaire di Parigi e realizzata con Léa Bismuth, Marie Sumalla e Nicolas Jimenez. Il festival è un progetto della Fondazione Palazzo Magnani e del Comune di Reggio Emilia.