Opere rubate pronte per l’asta recuperate a Londra

Accordo tra la casa Christie’s e il ministero per i Beni culturali riporta in Italia 12 reperti archeologici e una pagina miniata

Uno dei reperti trafugati e recuperati a Londra. Foto: Ministero per i Beni e Attività Culturali

Uno dei reperti trafugati e recuperati a Londra. Foto: Ministero per i Beni e Attività Culturali

redazione 13 febbraio 2019
Il Ministero dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha firmato un accordo con una delle principali case d’asta al mondo, Christie’s, e da Londra riporta in Italia reperti etruschi, romani, dalla Magna Grecia, dall’Apulia, trafugati o comunque esportati illegalmente e finiti alla società londinese. Bloccata quindi la vendita prima che i pezzi andassero all’asta.

“È la prima volta con un'istituzione privata", ha dichiarato il ministro all'ambasciata italiana a Londra a proposito dell'accordo. “Un controllo preventivo sui pezzi che finiscono in vendita e l’applicazione di leggi più severe per chi compra oggetti senza conoscerne la provenienza contribuiranno a smantellare questo traffico”.

I reperti sono 12, sarcofagi, suppellettili e capitelli di epoche diverse rubati tra gli anni ‘60 e ‘80 del secolo scorso, più una pagina di un codice miniato, rubata negli anni ‘40 all’Archivio di Stato di Venezia. Le opere, spiega il dicastero, “sono state rintracciate grazie ad un’attività di controllo incrociato tra Christie’s e le informazioni contenute nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Tutela Beni Culturali dei Carabinieri e che con oltre un milione e duecento mila oggetti rubati e circa 700 mila immagini è il più grande database al mondo”.