Luca Sola inquadra il volto duro dell'Africa. Per capire perché si emigra

Al Caos Museum di Terni un fotoreportage sul Sud Africa, dai campi di lavoro alle carceri, come tappa di un lavoro sul continente

Luca Sola, "Blantyre, Chichiri Prison, 27 maggio 2015" (part.). Alla mostra "Stimela"

Luca Sola, "Blantyre, Chichiri Prison, 27 maggio 2015" (part.). Alla mostra "Stimela"

redazione 5 febbraio 2019
Quando in Italia si parla, e più spesso straparla, di Africa ci pronunciamo senza conoscere. Al Caos Museum, il Centro Arti Opifici Siri di Terni, prosegue ancora fino al 24 febbraio l'esposizione di un fotoreportage che può aiutare a comprendere meglio: è “Stimela. Southern Africa Migration Project” di Luca Sola, che raccoglie scatti sulla durezza disumana delle carceri, su migrazioni, sul lavoro nei campi, senza trascurare i " conflitti etnici e interreligiosi, spesso fomentati e sostenuti dai leader dell’industria dei metalli preziosi e dai paesi avanzati", spiega il centro Caos nel suo sito web. Ricordando che "Stimela significa, in lingua zulu, “treno a vapore”, quel treno che per decenni ha portato migliaia di uomini, donne e bambini dal Centro Africa verso le miniere d’oro, di diamanti e platino del Sudafrica".

Luca Sola sta compiendo un vasto fotoreportage su più paesi dell'Africa meridionale, centrale e orientale dal Sud del continente fino all'Etiopia. La mostra di Terni è a cura d Lorenzo Respi, è stata realizzata grazie all'Arci con All Around Art, l'hanno promossa Indisciplinarte Terni e Opera Laboratori. Info: 0744 285946