Esperti e tremila firme: "Ricostruire la basilica di Norcia com'era"

La commissione del ministero dei beni culturali fornisce indicazioni sulla ricostruzione della chiesa. Appello di un comitato

Piazza San Benedetto a Norcia con la Basilica (aprile 2018). Foto Stefano Miliani

Piazza San Benedetto a Norcia con la Basilica (aprile 2018). Foto Stefano Miliani

redazione 5 novembre 2018

Come ricostruire la Basilica di San Benedetto a Norcia quasi integralmente distrutta dalle scosse del terremoto del 26 e soprattutto del 30 ottobre 2016? Tremila firme invocano che sia ricostruita com'era e il sindaco del paese umbro Nicola Alemanno ha assicurato che così sarà. E la commissione ministeriale raccomanda al ministero dei Beni e attività culturali che la chiesa sia ricostruita con gli stessi volumi precedenti al sisma e con i più alti criteri antisismici.
All'indomani del terremoto l'arcivescovo di Norcia-Spoleto Renato Boccardo ha ipotizzato che si possano inserire interventi moderni nell'antico; il ministero ha creato una commissione di esperti guidata da Antonio dall'ex ministro, ex soprintendente, ex direttore dei Musei Vaticani e già commissario per il restauro della basilica di San Francesco ad Assisi dopo il terremoto del 1997. E durante le celebrazioni del 4 novembre Alemanno ha reso pubblico il documento consegnato il 31 ottobre dalla commissione al Collegio Romano, sede del dicastero diretto da Alberto Bonisoli.
Proprio il 30 ottobre una lettera aperta con quasi tremila firme era stata consegnata alla commissione dal portavoce del Comitato spontaneo pro Basilica identica, Francesco Ferrari. Per il comitato la chiesa deve tornare esattamente com'era perché "nella sua forma semplice e candida, vista dalla piazza, noi riconoscevamo, ogni volta che il nostro sguardo la trovava, una forma amica e il punto di confluenza di 'energie' profonde. In essa poteva materializzarsi, quasi fisicamente, tutto il nostro orgoglio identitario e, quindi, il nostro essere di credenti e cittadini".
La basilica, o meglio quanto rimane, soprattutto la facciata, è stata messa in sicurezza con un'operazione estremamente complessa guidata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria diretta da Marica Mercalli.


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