Biennale 2019, l’Italia schiera un buon trio (ma un'artista non c’è più)

Una selezione rigorosa per Venezia: il curatore del Padiglione Milovan Farronato sceglie Liliana Moro, Enrico David e la scomparsa Chiara Fumai

L’ingresso al Padiglione Italia alla Biennale arte 2017

L’ingresso al Padiglione Italia alla Biennale arte 2017

redazione 3 ottobre 2018

Tre artisti aveva selezionato Cecilia Alemani per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2017, tre artisti ha scelto il curatore dell’edizione 2019, Milovan Farronato. Il trio è formato da Enrico David (Ancona, 1966); Chiara Fumai (Roma, 1978-Bari, 2017); Liliana Moro (Milano, 1961). Niente abbuffate di nomi, meno male, quanto una forte scrematura. Due artiste e un artista (l’anno scorso furono Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey e l’esito fu tra l’eccellente e il buono) voluti dal critico nominato dal ministro dei Beni e attività culturali Alberto Bonisoli a guidare la squadra italiana alla manifestazione d’arte internazionale più accreditata.
Farronato, anno di nascita 1973, ha convocato nomi in grado di dare esiti convincenti. Almeno due, per la verità, possono elaborare progetti. Non Chiara Fumai. Può stupire magari che in una selezione così forte, tre nomi, abbia voluto anche un’artista che non c’è più, morta suicida a 39 anni quando poteva ancora poteva fare molto. Quindi l’allestimento del suo lavoro sarà tutto in capo a Farronato o a chi sarà affidato l’intervento.
Nella nota stampa il curatore dichiara: “A cavallo tra due generazioni, le opere e le biografie di Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro, sebbene molto diverse segnano significativi percorsi artistici contemporanei che si distinguono per spirito di ricerca tra passato e presente. I loro lavori spiccano per l’inestinguibile desiderio di esplorare territori in cui il quotidiano, la sopravvivenza, la tradizione e la narrazione hanno una forte presenza. Ho lavorato a stretto contatto con questi tre artisti nel corso degli anni, in occasione di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e sono felice di poter affiancare le loro pratiche in questa mostra su grande scala, che includerà lavori nuovi ma anche opere del passato“. Verrà annunciato in primavera come sarà il Padiglione Italia. Il cui commissario ministeriale è Federica Galloni, che guida la Direzione Generale Arte Architettura Contemporanee e Periferie Urbane.