Dalla strada al museo: Michael Lavine fa la storia dell’hip hop

La galleria Ono di Bologna presenta i ritratti delle star del fotografo americano

Jay Z fotografato da Michael Lavine. Alla Galleria Ono arte contemporanea di Bologna

Jay Z fotografato da Michael Lavine. Alla Galleria Ono arte contemporanea di Bologna

redazione 30 agosto 2018

L’hip hop: da fenomeno culturale ai margini a fenomeno corteggiato dalla cultura ufficiale dove fanno da elementi trainanti anche il successo e i soldi a palate, l’ostentazione dei gioielli e della ricchezza o, in alternativa, la rabbia della strada per chi è agli inizi. È un fenomeno corteggiato dall’alta moda e di moda. Per molti rapper la “trasgressione” verbale, nei gesti, nelle pose è sbandierata ai quattro venti perché il marketing vuole la “trasgressione”. È un fenomeno nato tra gli afroamericani che ha occupato aspetti dello show e della cultura a livello globale. E Beyoncé e Jay-Z che girano un video al Louvre e spopolano nei mesi scorsi sanciscono il fatto che il fenomeno è pienamente accolto dalla cultura ufficiale.
Per questo la galleria Ono arte contemporanea di via Santa Margherita 10 a Bologna dedica, da sabato 1° settembre alle 18.30 al 14 ottobre, una mostra alle foto di Michael Lavine “Hip Hop. Dalla strada al museo”.
Il fotografo, ricorda la galleria, prima ha seguito il Grunge, poi l’hip hop, “nato all’inizio degli anni ‘70 come subcultura nei difficili ghetti del Bronx, un fenomeno che ha investito la cultura tout court: moda, danza, grafica e arti visive e che ha mutato codici comportamentali e linguistici dei giovani di allora e di oggi”, ricorda una nota della galleria. Lavine ha firmato le copertine di album di Notorious B.I.G, Puffy, Lil’ Kim, Jay Z e Wu-Tang Clan, tra altri. “Con i suoi ritratti, l’artista è riuscito a cogliere le diverse sfumature di un movimento culturale che, a quarant’anni dalla sua nascita, scavalcando confini territoriali, etnici e temporali, si può ancora ritenere un fenomeno cardine della società contemporanea”.