Luce nuova per le statue romane di Aquileia (e appello del sindaco)

Cambiato in modo radicale l’allestimento del museo nella città friuliana che vanta mosaici stupendi. Il sindaco Spanghero al ministro Bonisoli: bene, ma ora non lasciateci soli

Museo parco archeologico nazionale di Aquileia. Foto Alessandra Chemollo

Museo parco archeologico nazionale di Aquileia. Foto Alessandra Chemollo

redazione 4 agosto 2018

Aquileia, in Friuli Venezia Giulia, fu un importante porto romano fondato nel 181 a.C. e ha un sito archeologico, con mosaici di tutto riguardo, affiancato da un museo nazionale in Villa Cassis. Museo che ha cambiato allestimento e portato a conclusione un progetto iniziato nel 2016 con 4,5 milioni di euro finanziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e destinato al Polo museale del Friuli Venezia Giulia inserito nel piano “Grandi Progetti Beni Culturali”. L’area archeologica è iscritta al Patrimonio mondiale dell’umanità (Unesco) dal 1998.


I reperti sono disposti in maniera diversa rispetto a prima. Ci sono anche pezzi che prima erano nei depositi e ora, restaurati, sono esposti. Tra questi pezzi il museo segnala “i corredi funerari restaurati dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e preziosi oggetti d’arredo provenienti dalle ricche domus aquileiesi, già ampiamente conosciute per la varietà e raffinatezza dei loro mosaici pavimentali”.


E alcuni pavimenti con mosaico, “prima conservati nei portici delle gallerie esterne e ora restaurati con il sostegno di Intesa San Paolo e di Coop Allenza 3.0., vengono presentati in associazione con affreschi e suppellettili in ceramica, vetro e metalli preziosi, utilizzate nel corso dei banchetti, per offrire un quadro della vita quotidiana dei ceti più agiati”. All’inaugurazione del nuovo allestimento il sindaco Gabriele Spanghero ha auspicato, presente il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, che "l'intervento del Mibac prosegua poiché da soli non andiamo da nessuna parte". Il titolare ha garantito “il supporto necessario”.