Musei statali, nel 2017 visitatori oltre la soglia dei 50 milioni

Dal 2013 ingressi aumentati del 31%, dal 2016 più 5 milioni. Leggi le classifiche: i visitatori, la top 30, regione per regione, le domeniche gratuite

Turisti a Pompei. Foto: Stefano Miliani

Turisti a Pompei. Foto: Stefano Miliani

redazione 6 gennaio 2018

Hanno superato per la prima volta i 50 milioni di visitatori, con un incasso di oltre 193 milioni di euro, i musei statali italiani. Lo ha comunicato il Ministro dei beni e attività culturali e del turismo Dario Franceschini e il risultato è indubbiamente positivo soprattutto per una ragione messa in risalto dal titolare del dicastero: molti visitatori sono italiani, non si parla solo di turisti stranieri.
Rispetto al 2016 gli ingressi sono saliti di quasi cinque milioni e gli incassi di oltre 20 milioni di euro. Ancora più forte il confronto con il 2013, primo anno di Franceschini ministro, la cui riforma dei musei dell’agosto 2014 ha avuto effetto dall’inizio del 2015: i visitatori del 2013 erano 38.424.587 portando 126 milioni nelle casse statali. Conservano il podio dei siti più frequentato il Colosseo con 6 milioni 408 mila ingressi, Pompei con 3,144 milioni, gli Uffizi con 2,129 milioni, con incrementi del 10% all’anfiteatro Flavio a Roma e alla Galleria fondata dai Medici a Firenze, + 7,60% nella città romana sepolta dal Vesuvio. Doveroso registrare come il terremoto del 2016 (24 agosto, poi 26 e 30 ottobre, con altre scosse significative a inizio 2017) con il suo carico di distruzione e paura abbia allontanato turisti da Marche, Umbria e Abruzzo, anche laddove non c’è stato alcun danno. Il ministro mette l’accento su altri risvolti favorevoli: Napoli e la Campania in gran crescita, sempre più apprezzata l’archeologia. 


 


Qui il link a tutti i dati pubblicati dal ministero: i visitatori complessivi, la classifica regione per regione, la top 30, gli ingressi nelle domeniche gratuite


 



Tra i siti e musei registrano gli incrementi maggiori in percentuale rispetto al 2016 nelle prime tre posizioni dei luoghi diventati musei autonomi con le nomine di direttori volute dal ministro (in due casi su tre non italiani): il +22,80% (838.654) della Reggia di Caserta sotto la direzione, da molti discussa e da molti elogiata, di Mauro Felicori; il +22,50% (579.640) di Palazzo Pitti a Firenze (direttore Eike Schmidt); il +21,2% (232.786) del Museo di Capodimonte a Napoli, affidato a Sylvain Bellenger. Le regioni vedono primo il Lazio con 23.047.225 ingressi (+13,44%), la Campania (8.782.715, +10,66%), la Toscana (7.042.018, +10,22%). Significativo il +5,95% (2.610.737) del Piemonte, notevoli in termini di percentuale gli aumenti regionali più forti: +25,93% della Liguria (255.958 visitatori), +19,48% della Puglia (749.260).


 


Franceschini fa pubblicare i dati e dichiara: “Il bilancio della riforma dei musei è davvero eccezionale: dai 38 milioni del 2013 ai 50 milioni del 2017, i visitatori sono aumentati in quattro anni di circa 12 milioni (+31%) e gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%). Risorse preziose che contribuiscono alla tutela del nostro patrimonio e che tornano regolarmente nelle casse dei musei attraverso un sistema che premia le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà con un fondo di perequazione nazionale. I musei e i siti archeologici italiani stanno vivendo un momento di rinnovata vitalità e al successo dei visitatori e degli incassi corrisponde una nuova centralità nella vita culturale nazionale, un rafforzamento della ricerca e della produzione scientifica e un ritrovato legame con le scuole e con i territori. Per il quarto anno consecutivo – insiste il ministro - l’Italia viaggia in controtendenza rispetto al resto d’Europa con tassi di crescita a due cifre, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno che, anche nel 2017, hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione del trend nazionale”.


Ricordiamo che i numeri e le classifiche, che possono essere precisati, riguardano i musei dello Stato. Escludono quindi le raccolte civiche, private e (poiché è un errore in cui più d'uno spesso cade) i Musei Vaticani che appartengono a un altro Stato.


 


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