Klimt, il ritorno di «Litzlbergkeller»: all’asta da Christie’s con una stima fino a 80 milioni di dollari

Il celebre paesaggio austriaco, rimasto per quasi trent’anni nella stessa collezione privata, sarà protagonista della 20th Century Evening Sale a New York il prossimo 17 novembre

Klimt, il ritorno di «Litzlbergkeller»: all’asta da Christie’s con una stima fino a 80 milioni di dollari
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28 Ottobre 2026 - 19.53


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È stimata tra i 60 e gli 80 milioni di dollari, equivalenti a circa 53,5-71,4 milioni di euro, «Litzlbergkeller», una delle opere paesaggistiche più rappresentative di Gustav Klimt (1862-1918). Il dipinto sarà il protagonista della 20th Century Evening Sale, organizzata da Christie’s a New York il prossimo 17 novembre, nell’ambito della settimana autunnale dedicata alle aste di arte del XX e XXI secolo.

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Realizzata in olio su tela tra il 1915 e il 1916, l’opera misura 110,5 centimetri per lato e ritrae un angolo del lago Attersee, in Austria. Al centro della composizione si trova il Litzlbergkeller, una birreria con locanda affacciata sulla sponda settentrionale del lago. Prima dell’appuntamento newyorkese, il dipinto sarà esposto a Hong Kong dal 27 al 29 ottobre, per poi essere presentato al pubblico al Rockefeller Center a partire dal 7 novembre. Il ritorno sul mercato avviene dopo quasi trent’anni trascorsi nella medesima collezione privata.

Nel maggio 1997, durante la vendita della tenuta di Serge Sabarsky, gallerista e collezionista nonché cofondatore della Neue Galerie, «Litzlbergkeller» aveva raggiunto il record mondiale per un’opera di Klimt venduta all’asta, affermandosi come un dipinto di particolare rilievo anche sul piano commerciale.

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La tela testimonia la ricerca pittorica sviluppata dall’artista durante i soggiorni estivi sulle rive dell’Attersee, luogo in cui Klimt trascorse gran parte delle estati dal 1900 fino agli ultimi anni della sua vita. In questa composizione, il paesaggio prende forma attraverso campiture cromatiche dense, fitte trame vegetali e diverse tonalità di verde, elementi che trasformano l’osservazione della natura in una costruzione visiva dal forte carattere decorativo, prossima in alcuni aspetti all’astrazione.

L’edificio appare quasi assorbito dalla vegetazione circostante, mentre nella parte inferiore della tela l’acqua restituisce il riflesso del paesaggio. L’assenza di figure umane e di riferimenti alle attività quotidiane contribuisce a creare un’atmosfera sospesa e silenziosa, nella quale la natura diventa protagonista assoluta. Ne emerge una visione idealizzata del lago, dominata dalla quiete e dall’equilibrio tra architettura, alberi e superficie acquatica. All’interno della produzione di Klimt, «Litzlbergkeller» presenta caratteristiche particolari.

Se molti dei suoi paesaggi nacquero dalla ricerca individuale e dalla libertà sperimentale dei soggiorni estivi, questo dipinto fu realizzato anche su commissione del banchiere e imprenditore Otto Primavesi e della moglie Eugenia, entrambi importanti sostenitori dell’artista in quella fase della sua carriera. Klimt avviò il lavoro nell’estate del 1915 e lo portò a termine nel maggio 1916, nel proprio studio viennese.

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Dopo essere appartenuto alla famiglia Primavesi, il dipinto entrò in diverse raccolte private, passando anche per quella di Hugo Bernatzik, fotografo e antropologo austriaco. In seguito arrivò nella collezione di Serge Sabarsky, per essere poi acquistato dalla famiglia dell’attuale proprietario durante l’asta del 1997, quando stabilì il primato che ne accrebbe la notorietà sul mercato internazionale. Negli ultimi anni, «Litzlbergkeller» è stato inoltre concesso in prestito a lungo termine al Leopold Museum di Vienna, dove ha potuto essere ammirato dal pubblico prima di prepararsi a una nuova apparizione sul mercato.

A sottolineare la complessità della composizione è Giovanna Bertazzoni, presidente di Christie’s Europe, che individua nel dipinto tre elementi principali: la foresta di querce, l’edificio avvolto dal fogliame e il riflesso della scena sulle acque del lago. Una struttura articolata che conferisce unità alla rappresentazione e mette in evidenza la capacità di Klimt di organizzare il paesaggio attraverso rapporti cromatici e forme essenziali. Max Carter, responsabile globale per l’arte del XX e XXI secolo di Christie’s, interpreta invece l’opera come un punto d’incontro tra decorazione e astrazione. Nel dipinto, infatti, le forme rimangono riconoscibili, ma sembrano al tempo stesso dissolversi nella trama della vegetazione e nelle superfici di colore, dando vita a un equilibrio tra rappresentazione figurativa e sperimentazione formale.

L’inserimento di «Litzlbergkeller» nella vendita serale rientra nella strategia di Christie’s di proporre opere capaci di mettere in relazione linguaggi e momenti differenti della storia dell’arte. La stima compresa tra 60 e 80 milioni di dollari, pari a circa 53,5-71,4 milioni di euro, conferma la posizione di rilievo raggiunta dai dipinti di Klimt nella fascia più alta del mercato internazionale.

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In questo segmento, il valore di un’opera non dipende soltanto dalla sua qualità artistica, ma anche dalla rarità, dalla provenienza e dal percorso espositivo che ne accompagna la storia. Elementi che, nel caso di «Litzlbergkeller», contribuiscono a rendere particolarmente attesa la nuova vendita newyorkese.

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