Una super-Tac per svelare i segreti dell’Ortolano

Il capolavoro di Arcimboldo sarà sottoposto a nuove indagini diagnostiche all’Humanitas University.

Una super-Tac per svelare i segreti dell’Ortolano
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13 Settembre 2026 - 15.46


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Il celebre dipinto del ’500 di Giuseppe Arcimboldo, detto anche L’Ortolano, conservato alla Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, verrà sottoposto ai raggi X per scoprire i segreti che l’opera ancora nasconde. A effettuare questa operazione, che di solito viene utilizzata nella ricerca clinica su cuore, cervello e polmoni, sarà l’Humanitas University, con il team di Andrea Laghi, professore dell’ateneo milanese e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas.

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“Obiettivo delle indagini scientifiche – afferma Mario Marubbi, conservatore della Pinacoteca Ala Ponzone – sarà determinare la procedura tecnico-esecutiva impiegata nella realizzazione, al fine di verificare l’ipotesi che L’Ortolano costituisca la prima testa composita realizzata dall’Arcimboldo. Dagli esami si conta anche di risolvere le domande relative all’attuale stratificazione del supporto, riconducibile a pregressi interventi conservativi, analizzare la tavolozza e determinare la natura dei materiali impiegati dal pittore”.

Il dipinto è stato realizzato tra il 1587 e il 1590 da Giuseppe Arcimboldo. Il quadro raffigura una natura morta di ortaggi dentro una scodella che, se capovolta di 180 gradi, si trasforma nella buffa immagine dell’ortolano. L’opera del Museo di Cremona è l’unica testa reversibile di Arcimboldo conservata in un museo italiano, che si è rivolto a Humanitas University per scoprire dettagli inediti.

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Humanitas spiega che questa fase di indagini, condotta con strumentazione d’avanguardia, si inserisce nell’ambito della più ampia campagna diagnostica che verrà intrapresa congiuntamente all’Università di Pavia, in particolare con il Dipartimento di Scienze della Terra e il Dipartimento di Fisica, con il coordinamento scientifico di Mario A. Lazzari e il coordinamento operativo della storica dell’arte Raffaella Poltronieri.

Questa iniziativa costituirà il completamento degli studi scientifici condotti nel 2007 da Mario Marubbi e da Lazzari, in occasione della mostra Arcimboldo (1526-1593), tenutasi lo stesso anno presso il Musée di Parigi e proseguita nel 2008 presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

“L’esame cui è stata sottoposta l’opera – descrive Laghi – è una TC a conteggio di fotoni (Photon-Counting CT), in grado di tradurre in segnale elettrico l’energia dei singoli fotoni che raggiungono il rivelatore dopo aver interagito con i tessuti. In questo caso, con gli strati pittorici e la tavola. Caratteristica del macchinario è la capacità di arrivare a una risoluzione ad altissima precisione. Questo ha consentito di acquisire immagini della stratificazione dell’opera, con uno spessore di un quinto di millimetro”.

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Il macchinario che ha ospitato L’Ortolano è arrivato in Humanitas grazie a Humanitas University e ai fondi Anthem, ovvero il progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR. Nato con lo scopo di accelerare l’innovazione nella ricerca, l’iniziativa è rivolta verso una medicina sempre più predittiva e personalizzata, con particolare attenzione a quattro aree ad alto impatto sanitario: cuore, cervello, polmoni e tumori.

La super-Tac si trova nel Proton Building dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, inaugurato quest’anno nell’ambito delle celebrazioni del trentennale dell’ospedale. Si tratta di un edificio interamente dedicato alla cura oncologica, che accoglie la Clinical Trial Unit, dove i pazienti possono accedere a terapie sperimentali di ultima generazione, e la Protonterapia, una forma di radioterapia ad alta precisione per la cura dei tumori.

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