È stato il secondo settembre più caldo di sempre: superati i +1,5 gradi rispetto all'era pre-industriale

Il nuovo rapporto di Copernicus fotografa un settembre segnato da temperature eccezionali, oceani sempre più caldi e siccità in Europa: dai grandi fiumi ai ghiacci antartici, gli effetti del riscaldamento globale diventano sempre più evidenti.

È stato il secondo settembre più caldo di sempre: superati i +1,5 gradi rispetto all'era pre-industriale
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

15 Ottobre 2026 - 19.40


ATF AMP

Settembre 2026 è stato il secondo settembre più caldo mai registrato a livello globale. A confermarlo sono i dati del Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S), secondo cui la temperatura media del pianeta ha raggiunto i 16,27 gradi, ben 1,63 in più rispetto all’epoca preindustriale. Soltanto settembre 2023 aveva fatto registrare temperature superiori, con una differenza di appena 0,11 gradi.

Top Right AMP

È il secondo mese consecutivo, dopo agosto, in cui la temperatura globale supera la soglia di 1,5 gradi rispetto al periodo 1850-1900. Un limite che richiama inevitabilmente gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, anche se il suo superamento su base mensile non significa che il pianeta abbia oltrepassato definitivamente la soglia stabilita a livello internazionale. A preoccupare gli scienziati è soprattutto la continuità con cui si registrano temperature così elevate, ormai sempre meno riconducibili a episodi eccezionali.

A influenzare l’andamento delle temperature è anche El Niño, il fenomeno climatico che provoca un riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale e che può avere conseguenze sulle condizioni meteorologiche di gran parte del mondo. Nel corso di settembre, nella regione del Pacifico utilizzata per monitorarlo, la temperatura superficiale del mare ha raggiunto i 29,70 gradi, superando i valori registrati durante alcuni dei più intensi episodi di degli ultimi decenni. Secondo Copernicus, il fenomeno potrebbe continuare a rafforzarsi, contribuendo a mantenere alte le temperature anche nei prossimi mesi.

Dynamic 1 AMP

Il caldo, del resto, non interessa soltanto la terraferma. Anche gli oceani continuano a registrare valori eccezionali. A settembre la temperatura media della superficie marina, escludendo le regioni polari, ha raggiunto i 21,05 gradi, il livello più alto mai osservato per questo mese. Il precedente record, stabilito nel 2023, si fermava a 20,92 gradi. Le temperature più elevate sono state rilevate nel Pacifico tropicale, ma anche lungo le coste atlantiche europee e nel Mediterraneo occidentale. Un fenomeno che merita particolare attenzione, considerando il ruolo degli oceani nella regolazione del clima e le conseguenze che il loro riscaldamento può avere sugli ecosistemi marini e sulle condizioni atmosferiche.

In Europa settembre è stato il terzo più caldo dall’inizio delle rilevazioni, con una temperatura media di 16,26 gradi, superiore di 1,54 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020. Nell’Europa occidentale la situazione è stata ancora più marcata: con un’anomalia di 2,51 gradi, il mese ha eguagliato il record del settembre 2023, arrivando dopo un’estate che Copernicus ha già classificato come la più calda mai registrata nella regione. Le temperature elevate sono state accompagnate da una siccità diffusa, che ha interessato soprattutto la Penisola Iberica, la Francia, l’Italia, i Balcani occidentali e la Grecia. La mancanza di precipitazioni, già evidente durante l’estate, si è aggravata in diverse aree, mettendo in difficoltà le risorse idriche e le attività agricole.

Tra le conseguenze più visibili ci sono i livelli raggiunti da alcuni dei principali fiumi europei. In diversi tratti del Reno, del Danubio, della Vistola e del sistema Garonna-Dordogna le portate sono scese ai minimi storici per settembre, creando problemi alla navigazione e alla disponibilità d’acqua. Fiumi che attraversano città e territori, da secoli fondamentali per i commerci e per la vita delle comunità, si trovano così a fare i conti con una scarsità d’acqua sempre più difficile da ignorare.

Dynamic 1 AMP

Le piogge arrivate alla fine del mese hanno migliorato parzialmente la situazione in alcune zone, ma in Francia e Spagna hanno anche provocato episodi di inondazione. Un contrasto che mostra quanto le condizioni meteorologiche possano cambiare rapidamente, passando da lunghi periodi di siccità a precipitazioni intense. Nel resto del mondo la situazione è stata altrettanto varia: condizioni più secche della media sono state registrate in diverse aree del Nord America, nel Maghreb, nel Corno d’Africa, in Siberia, nell’Asia centrale e in alcune regioni dell’Australia. Al contrario, precipitazioni più abbondanti hanno interessato altre zone degli Stati Uniti e del Canada, parte della Russia settentrionale, della Cina orientale, del Giappone e del Sud America.

Dal bollettino arrivano anche nuovi dati sui ghiacci polari. In Antartide, il ghiaccio marino ha raggiunto il massimo della sua estensione invernale, ma si è trattato del terzo valore più basso mai osservato dai satelliti. La superficie media di settembre è risultata inferiore del 6% rispetto alla media di riferimento, un dato superato in negativo soltanto nel 2023 e nel 2024. Nell’Artico, invece, l’estensione del ghiaccio marino è stata la sedicesima più bassa mai registrata per il mese di settembre, circa il 10% sotto la media. Una situazione meno estrema rispetto al minimo storico del 2012, ma che continua a richiamare l’attenzione sulla fragilità delle regioni polari.

“Settembre è stato il secondo mese più caldo mai registrato a livello globale, con temperature eccezionalmente elevate registrate nuovamente in alcune parti d’Europa dopo un’estate estrema”, ha dichiarato Carlo Buontempo, direttore del Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus. Il rafforzamento di El Niño, ha aggiunto, potrebbe far proseguire questa fase di temperature particolarmente alte fino al 2027.

Dynamic 1 AMP

Il dato che emerge dal rapporto non è quindi soltanto quello di un altro mese da record. È la frequenza con cui questi primati vengono raggiunti a rendere il quadro particolarmente significativo. Le anomalie non riguardano più soltanto luoghi lontani o difficili da immaginare, ma interessano anche territori familiari, dalle coste del Mediterraneo ai grandi fiumi che attraversano l’Europa.

Il cambiamento climatico si riflette nei paesaggi, nelle attività economiche e nella vita quotidiana delle persone. E se le temperature continuano a salire, diventa sempre più importante capire come questi cambiamenti potranno influenzare il futuro dei territori e delle comunità che li abitano.

FloorAD AMP
Exit mobile version