A 76 anni l'ultimo volo di Stephen Hawking

Nel giorno della festa Pi greco e del compleanno di Albert Einstein è scomparso lo scienziato davvero più popolare dei nostri tempi, capace di portare l’universo nelle case di tutti.

Stephen Hawking

Stephen Hawking

redazione 14 marzo 2018

di Roberto Arduini


 


Stephen Hawking, con le sue straordinarie teorie cosmologiche e la formidabile intelligenza intrappolate in un corpo che ha sfidato per tutta la vita la malattia, non c’è più. Il mondo piange lo scienziato capace di immaginare buchi neri che potevano essere porte verso altri universi e che ha tentato fino all’ultimo di trovare una teoria del tutto che mettesse insieme relatività di Einstein e meccanica quantistica. Lo scienziato davvero più popolare dei nostri tempi, anche nel senso che ha sempre cercato di parlare con tutti e di portare l’universo nelle case di tutti.


 


Hawking, che aveva 76 anni ed era malato da molto tempo, era noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri (in particolare per la radiazione dei buchi neri che porta il suo nome) e per i suoi libri di divulgazione scientifica. Era il direttore di ricerca del Dipartimento di matematica applicata e fisica teorica dell’università di Cambridge, e aveva fondato il Centro di cosmologia teorica. Affetto fin dall'adolescenza dalla forma di atrofia muscolare progressiva che progressivamente lo aveva costretto alla paralisi. Una sedia a rotelle progettata su misura e un computer con sintetizzatore vocale sono i mezzi che gli hanno permesso di comunicare con il mondo.


 


Hawking se ne è andato nel giorno della festa Pi greco e del compleanno di Albert Einstein. Con il suo libro «Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo», pubblicato per la prima volta nel 1988, Hawking ottenne un grande successo e diede un contributo fondamentale nel divulgare le teorie su come si originò l’Universo e tutto ciò che abbiamo intorno. In 30 anni, quel libro ha venduto più di 10 milioni di copie e ha ispirato studenti, ricercatori, semplici appassionati e registi per film e documentari. Nel 2014, il film «La teoria del tutto» sulla vita di Hawking fu nominato agli Oscar e valse un premio a Eddie Redmayne, come migliore attore protagonista.


 


Fu comunque in campo scientifico che Hawking diede i suoi contributi più importanti per la comprensione dell’Universo e della scienza che lo studia: la cosmologia. La teoria sulla radiazione di Hawking, come sarebbe diventata nota negli anni seguenti, fece cambiare il modo in cui erano visti i buchi neri: da gigantesche macchine che assorbono ciò che hanno intorno a grandi sistemi di riciclo della materia e dell’energia. Hawking spiegò che se teoricamente si saltasse in un buco nero non ci sarebbero probabilità di sopravvivenza: gli atomi che costituiscono una persona non tornerebbero indietro, ma la sua massa-energia sì, e che probabilmente questa cosa si applica all’intero Universo.