Salvini contro i migranti? L'Egizio di Torino invece ci dialoga

L'istituzione discute con esperti come confrontarsi con le varie comunità. E celebra la Giornata mondiale del rifugiato

Una sala dell'Egizio di Torino

Una sala dell'Egizio di Torino

redazione 4 giugno 2018

Ricordate quanto si infuriò la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni quando il Museo Egizio di Torino imbastì un’iniziativa per persone di lingua araba? Ricordate quando minacciò il direttore Christian Greco di cacciarlo se andava al potere? Lo difese l’ex ministro Dario Franceschini, anche se Greco dirige una Fondazione e quindi non dipende dal ministero dei beni culturali. Adesso la Lega è a Palazzo Chigi con i 5 Stelle, che sul tema non mancano di affinità con i proclami di Salvini (Grillo twittando su Roma al tempo di Marino sindaco equiparò gli immigrati clandestini alla spazzatura). E l’Egizio risponde.


Come? Con un’iniziativa intelligente e programmata da tempo: “Musei e Migranti: gli strumenti per l’incontro”. Sono tre giornate “di formazione e confronto sul ruolo dei musei che affrontano la diversità culturale e i bisogni dei migranti” aperti a direttori, istituzioni culturali, chi lavora nei musei e “dedicato al dialogo interculturale nell’epoca delle migrazioni”. I laboratori sono iniziati la mattina di lunedì 4 giugno e proseguono fino a mercoledì.


La ragione di queste giornate la spiega la nota stampa: “Da tempo i musei sentono la responsabilità di essere vissuti anche come luoghi di confronto e dialogo. In particolare, il dialogo interculturale nell’epoca delle migrazioni è percepito come un’emergenza a cui destinare impegno e risorse, per fornire risposte ad una società in rapidissima evoluzione”. Il tutto partendo da alcune domande, perché non abbiamo risposte preconfezionate: “Quali sono i bisogni sentiti più urgentemente da chi opera in prima linea? In che modo il museo può accompagnare il lavoro degli operatori? Quali i lessici, gli atteggiamenti, i metodi, le riflessioni in corso, dentro e fuori dal museo? Qual è la realtà dell’immigrazione, a Torino, e come le istituzioni culturali incontrano questo orizzonte? Come prepararsi alle sfide del tempo che viene, fuori dalle retoriche e dai luoghi comuni?”


Il campionato per squadre delle comunità


Non basta: “A rimarcare la volontà del Museo Egizio a voler ricoprire un ruolo inclusivo e attivo nella comunità in cui vive, venerdì 8 giugno alle ospiterà alle 11 la conferenza stampa e alle 18 l’estrazione dei gironi di Balon Mundial, l’unico campionato mondiale di calcio rivolto a migranti e profughi giunto alle sua 12esima edizione. Quest’anno scenderanno in campo 32 squadre che rappresentano 32 Paesi le cui comunità sono presenti sul territorio torinese/piemontese”.
C’è dell’altro: “il 23 giugno dalle 18.30 alle 23.30 il Museo celebrerà invece, per il secondo anno consecutivo, la Giornata Mondiale del Rifugiato, organizzando una nuova edizione di “Io sono il benvenuto”. Per l’occasione le sale del Museo diventeranno un palcoscenico, dove otto cori si esibiranno in un unico linguaggio universale: la musica”.
Vale un commento: bravissimi, all’Egizio, e in grado di guardare lontano.


Il museo Egizio